Decreto Ristori: a chi spettano gli aiuti e a quanto ammontano

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Il Decreto da oltre 5 miliardi di contributi a fondo perduto, è stato approvato ieri “all’unanimità” dal Governo per tutte le aziende che, a causa dell’ultimo Dpcm, sono costrette a chiudere o a ridurre l’orario di lavoro.

Il contributo potrebbe raggiungere il 200% rispetto a quanto ricevuto nei mesi passati per alcune categorie come ristoranti, palestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere, stadi, cinema, parchi divertimento e sale bingo. Mentre per bar, pasticcerie e gelaterie il contributo raggiungerà il 150%.

Il 400% è previsto per discoteche e sale da ballo, per via della chiusura prolungata. Per tutti gli indennizzi c’è un tetto di 150mila euro.

Infine, riceveranno il 100% di quanto preso col dl Rilancio, cioè lo stesso importo, tassisti e noleggiatori.

Le misure prevedono poi l’estensione di sei settimane della cassa integrazione Covid, blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio, la cancellazione dell’ultima rata dell’Imu, sempre per le attività colpite, e un nuovo credito d’imposta per gli affitti.

Il decreto legge approvato ieri introduce l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che hanno sospeso o ridotto l’attività, fino a un massimo di quattro mesi.

Sono previste inoltre due indennità: mille euro per i lavoratori stagionali, degli stabilimenti termali e dello spettacolo e 800 euro ai lavoratori dello sport.

Slitta al 30 novembre il termine per presentare il modello 770 da parte dei sostituti di imposta, come le aziende che certificano le trattenute a carico dei dipendenti.

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