Fingeco > Blog > Gli acconti di novembre si pagano o non si pagano?

Questo è il dilemma, capire se si rientra o meno tra i fortunati che potranno usufruire della proroga prevista dal Decreto Ristori Bis per il secondo acconto delle imposte sui redditi e per l’IRAP.

Per venire incontro a quanti sono stati penalizzati dalla pandemia in corso, il Dl di Agosto prevedeva che alcune categorie di contribuenti potessero far slittare il termine dal 30 novembre 2020 al 30 aprile 2021.

Con il nuovo decreto sono state aggiunte ulteriori categorie di utenti.

Il decreto di agosto stabiliva che potevano usufruire della proroga i soggetti che avevano subito un calo del fatturato del 33% rispetto all’anno precedente, mentre adesso la proroga si applica a prescindere da un eventuale calo di fatturato, ma solo ai suddetti contribuenti ISA e assimilati che esercitano determinate attività e che operano solo in alcune regioni d’Italia.

Rientrano anche i soggetti in regime forfettario o le persone in regime dei minimi, i contribuenti che sono esclusi dagli Isa o per i quali ci sono delle cause di non applicabilità degli stessi e i contribuenti che partecipano a società, imprese e associazioni che presentano i requisiti suddetti e devono dichiarare i redditi per trasparenza. 

Può usufruire della proroga chi esercita una delle attività elencate negli allegati n°1 e n°2 del D.L. 149/2020, ma solo se la sede dell’attività è localizzata in una zona “rossa”.

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